La Casa dei Tre Oci – il tempio della fotografia

La Casa dei Tre Oci è uno degli edifici di Venezia più interessanti dal punto di vista culturale. Tra mostri, corsi ed eventi è tutto tranne che un museo. Per questo possiamo definire i Tre Oci di Venezia come il tempio dedicato alla fotografia.

Tre Oci Venezia
Casa dei Tre Oci – Venezia | Foto di Marc Laroche

Ci troviamo sull’Isola della Giudecca e proprio di fronte a noi, al di là del canale, possiamo ammirare la Basilica di Santa Maria della Salute e, splendida come sempre, Piazza San Marco con il suo inconfondibile campanile e il Palazzo Ducale.

La Casa dei Tre Oci

L’edificio è molto particolare: realizzato all’inizio del 1900 si caratterizza per un interessante stile neogotico veneziano, tanto da essere dichiarato bene di interesse storico e artistico.

Perché si chiama Casa dei Tre Oci?

Perché l’edificio nella sua facciata mostra, oltre ad una perfetta simmetria, tre grandi aperture, tre occhi – “oci” in dialetto veneziano.

La casa dell’arte

Inizialmente la Casa dei Tre Oci era la casa-studio dell’artista Mario De Maria, che aveva ne aveva anche disegnato l’architettura. Da sempre è stato quindi un luogo di produzione culturale e artistica, un vero e proprio punto di riferimento per gli intellettuali e gli artisti di passaggio a Venezia.

Qui sono state accolti personaggi come Lucio Fontana, Giorgio Morandi, Renzo Piano e Dario Fo.

Dal 2012 è stato aperto al pubblico per diventare un polo di riferimento sui linguaggi visivi contemporanei, con particolare attenzione al mondo della fotografia.

Cosa vedere nella Casa dei Tre Oci

La particolarità di questo “campus” dedicato alla cultura è che sfugge ad ogni definizione. Non è un museo, perché è troppo dinamico per poterlo definire tale, ma gli si addice di più la definizione di laboratorio.

C’è un continuo rinnovamento nelle forme d’arte esposte e negli artisti presentati, per cui la visita dei Tre Oci di Venezia si presenta sempre come un’esperienza nuova. Qualche esempio?

Nel 2019 sono state esposte le fotografie di Ferdinando Scianna, dando anche la possibilità di incontrare direttamente l’autore, per un confronto davvero interessante quanto costruttivo.

Nel 2017 è fu proposta un’esperienza molto simile con l’artista internazionale David Lachapelle. Oltre all’esibizione delle sue opere – che ci hanno lasciato davvero estasiati per la loro complessità e particolarità – ci fu anche la possibilità di incontrare personalmente l’autore.

Per scoprire le mostre in corso, consigliamo di seguire la Pagina Facebook ufficiale dei Tre Oci di Venezia.

Cosa vedere nei dintorni

Ci troviamo sull’isola della Giudecca, visitabile interamente a piedi e ricca di spunti e di opere d’arte e di architettura. La più amata dai veneziani è sicuramente la Chiesa del Santissimo Redentore, realizzata da Andrea Palladio alla fine del 1500.

Chiesa del Santissimo Redentore

Non passa inosservata la sua enorme cupola e gli stupendi marmi bianchi della facciata creano stupendi riflessi sulla superficie dell’acqua. Per arrivarci basta percorrere per pochi minuti le fondamenta di San Giacomo (le stesse su cui si trova la Casa dei Tre Oci).

Molto caratteristica è anche la chiesa di Santa Maria della Presentazione, detta dai veneziani più semplicemente Le Zitelle, un edificio di culto che una volta si occupava di tutte le ragazze in età da marito troppo povere per offrire una dota e che per questa ragione finivano spesso per prostituirsi.

In questo edificio veniva insegnata loro l’arte del cucito e della realizzazione dei merletti, così che potessero badare da sole al proprio mantenimento. Si trova subito dopo la Casa dei Tre Oci.

Chiesa delle Zitelle Tre Oci

Come arrivare alla casa dei Tre Oci

Dalla stazione ferroviaria Venezia Santa Lucia si arriva in circa 5 minuti a piedi a Piazzale Roma, al terminal “E”. A questo punto si prende il vaporetto e in 18 minuti si arriva alla fermata Zitelle. Una volta scesi sulle fondamenta di S. Giacomo, la “Ciasa de Tre Oci” è a meno di un minuto sulla destra.

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