Palazzo Ducale – l’incredibile residenza del Doge

Il Palazzo Ducale di Venezia è uno dei simboli che meglio rappresenta la città e il suo spirito storico. Una volta residenza del Doge, sede del Comune e delle assemblee cittadine, qui veniva amministrata la giustizia con un suo sistema di prigioni e addirittura un’armeria.

Il Palazzo Ducale è una vera e propria mini-cittadella che si è evoluta nel tempo e ancora oggi testimonia la grandezza della Serenissima Repubblica di Venezia.

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Meraviglia dell’arte gotica, questo maestoso edificio ha una struttura che ha subito numerosi interventi che si sono stratificati nei secoli: dalla sua fondazione, risalente al ‘300 fino ai fasti e alle decorazioni Rinascimentali.

Architettura del Palazzo Ducale

Ci troviamo nel cuore del potere della Serenissima, un imponente edificio luminoso nonostante le sue dimensioni, grazie ai numerosi archi e aperture.

La facciata esterna del Palazzo Ducale di Venezia è coperta con piastrelle bianche e rosa, con reticolato a scacchi e nella parte centrale trovano spazio diverse cromature: grigio, verde o nero. Il progetto semplice ma originale ha una funzione decorativa e simbolica: l’edificio deve rappresentare il potere della Serenissima.

Segreti e curiosità

Sul lato anteriore è presenta una tinta speciale, utilizzata per celebrare la magnificenza e la grandezza del palazzo.

Cosa vedere nel Palazzo Ducale

Piano Terra – Ingresso e Corte

La Porta del Frumento è l’accessi principale al Palazzo del Doge. All’interno si apre una spaziosa corte caratterizzata da due differenti facce: l’area più antica su un lato, con mattoni a vista in stile medievale, e l’area finemente decorata risalente al Rinascimento, che termina con la Scala dei Giganti.

Palazzo Ducale Mappa

LEGENDA

(1) Museo dell’Opera ___
(2) Corte
(3) Scala dei Censori
Area non accessibile ___

Museo dell’Opera Palazzo Ducale

Originariamente quest’area era dedicata alla manutenzione del Palazzo Ducale. I lavori di restauro più significativi alla facciata furono realizzati nel 1875 e hanno riguardato molti degli ornamenti e dei capitelli, sostituiti da copie. Gli originali furono restaurati e conservati all’interno del Museo dell’Opera

Qui sono esposte straordinarie sculture, che raccontano le vite di uomini, donne, bambini e anche animali ai tempi della Serenissima. Storie e racconti impressi su quelle pietre che una volta decoravano la facciata del Palazzo Ducale. Alcune le potrai leggere proprio continuando a leggere…

Il museo è formato da sei diverse sale, ciascuna delle quale testimonia la storia della città e della sua popolazione.

La Scala dei Giganti di Palazzo Ducale

Scala dei giganti Palazzo Ducale

Dalla corte è possibile scorgere la magnifica Scala dei Giganti, da cui spiccano le due colossali statue in marmo realizzate da Jacopo Sansovino: Marte e Nettuno.

Il primo rappresenta il potere militare di Venezia, il secondo indica l’assoluto dominio della flotta della Repubblica marinara sui mari.

Era proprio su questa imponente scalinata che avveniva la cerimonia dell’incoronazione del nuovo Doge. Questi riceveva un copricapo bianco, chiamato “camauro” dal più giovane esponente del Consiglio, giurando fedeltà e lealtà alle leggi dello Stato. L’esponente più anziano del Consiglio invece gli porgeva la corona pubblica, chiamata “zogia”, un ricco corno in pregiato tessuto cremisi e oro, ornato da pietre preziose.


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Primo Piano – Prigioni e Sale Istituzionali

Palazzo Ducale Guida

LEGENDA

Prigioni ___
(32) Ingresso alle Prigioni
(2) Corte
(33) Ponte dei Sospiri
(34) Prigioni

Sale Istituzionali ___
(35) Sala dei Censori
(36) Sala Avogaria
(37) Sala dello Scrigno
(38) Sala della Milizia da Mar

Direzione e Uffici e Uffici ___

Secondo Piano – Sale Istituzionali e Resedenza del Doge

Palazzo Ducale Prezzo

LEGEND

Sale Istituzionali ___
(24) Liagò
(25) Sala della Quarantia Civil Vecchia
(26) Sala del Guarentio
(27) Sala del Maggior Consiglio
(28) Sala dello Scrutinio
(29) Sala della Quarantia Criminale
(30) Sala dei Cuoi
(31) Sala del Magistrato alle Leggi

Appartamento del Doge ___

Liagò: in dialetto veneziano indica le caratteristiche piccole logge esterne. E’ un punto di passaggio dove i patrizi veneziani si incontravano prima e dopo le riunioni nelle sale del Maggior Consiglio. Le decorazioni, le trabeazioni e tutti gli affreschi risalgono al 1500.

Quarantia Civil Vecchia: era una della più antiche stanze del Palazzo Ducale in cui veniva amministrata la giustizia a Venezia. Il suo nome è dovuto al fatto che era presidiata da un organismo costituito da 40 nobili veneziani. 

Sala del Guariento: nei tempi più antichi era un deposito di armi e munizioni. Oggi ospita l’affresco del pittore Guarentio chiamato “L’incoronazione della Vergine e delle Gerachie Celesti”, risalente al 1365.

La tela originale è stata distrutta in un grande incendio nel XVI secolo e quella esposta oggi è un rifacimento completato da Tintoretto alla fine del 1600.

Sala del Maggior Consiglio: è la più imponente ed importante sala di tutto il Palazzo Ducale. In questo straordinario ambiente veniva scelto il nuovo Doge e veniva governata la Repubblica di Venezia.

Per secoli è stata considerata la più importante sala del potere di tutto il mondo: larga più di 25 metri e lunga più di 53 metri. Può ospitare anche 1.500 persone alla volta – era proprio questo il numero di patrizi veneziani che avevano diritto al voto.

Palazzo Ducale Tintoretto

Tutte le pareti sono ricoperte da straordinarie decorazioni ed affreschi che simboleggiano alcune delle più significative vittorie di Venezia. Nella parte alta si trovano tutti i ritratti dei Dogi, dall’anno 804 al 1556.

Segreti e Curiosità

Manca 1 solo ritratto: Marino Faliero, Doge considerato traditore e condannato a morte.

Essendo questa sala del Palazzo Ducale così ampia, il soffitto è stato progettato per resistere ad enormi carichi ed è rinforzato da una fitta rete di travi di legno. In questo modo il soffitto resta come sospeso senza l’ausilio di alcuna colonna.

Separatore lateraleIl Paradiso del Tintoretto

Il dipinto più celebre è il Paradiso del Tintoretto, largo 25 metri. Impossibile non lasciarsi suggestionare dalle sue dimensioni e dalla sua bellezza. L’autore ha dovuto infatti comporre l’opera su diverse tele e poi assemblarle all’interno di questa sala. Tintoretto iniziò questo lavoro quando aveva già 70 anni ed impiegò 4 anni per portarlo a termine

Sala dello Scrutinio: in passato era considerata la libreria del palazzo, perché fu destinata a conservare alcuni importanti manoscritti del Petrarca.

Dal 1500 la sala ha assunto un’enorme importanza perché proprio qui venivano conteggiati i voti a seguito delle elezioni. Le differenti pareti sono decorate con scene della storia militare di Venezia.

Da “Vittoria veneziana sui Turchi ai Dardanelli” di Pietro Liberi del 1660 a “Vittoria di Veneziani a Giaffa contro gli Egiziani” di Sante Perenda del 1600. In questa sala continuano i ritratti del Doge iniziati nella Sala del Maggior consiglio.

Sala del Magistrato alle Leggi: creata nella metà del 1500 e affidata a 3 nobili veneziani con il compito di amministrare la legge e diverse controversie cittadine.

Terzo Piano – Le sale istituzionali

Sale Palazzo Ducale

LEGENDA

Sale Istituzionali ___
(15) Atrio Quadrato
(16) Sala della Quattro Porte
(17) Sala dell’Anticollegio
(18) Sala del Collegio
(19) Sala del Senato
(20) Sala del Consiglio dei Dieci
(21) Sala della Bussola

Armeria ___

Itinerario Segreto ___

(a) Stanze del Notaio Ducale, del Deputato e del Cancellier Grande
(b) Sala dei Tre Capi
(c) Sala degli Inquisitori

Atrio Quadrato: era l’anticamera per accedere alle sale principali di quest’ala del Palazzo Ducale. Le decorazioni alle pareti risalgono alla metà del XVII secolo e rappresentano i temi della giustizia e della pace con scene bibliche e mitologiche.

Sala delle quattro porte: una sala di passaggio dove si trovano 4 splendide porte decorate e impreziosite da preziosi marmi orientali. Ogni porta è sormontata da una scultura che rappresenta la sala a cui dà accesso.

Fu restaurata su progetto di Andrea Palladio dopo un devastante incendio. Sul soffitto sono raffigurate scene mitologiche di città dominate da Venezia (Tintoretto, fine 1500). Sulle pareti invece ci sono decorazioni di numerosi autori come Tiziano e Giambattista Tiepolo.

Sala dell’Anticollegio: era l’anticamera riservata alle autorità straniere che richiedevano di essere ricevute dal Doge o dall’Elite veneziana. E’ decorata con meravigliosi stucchi ed affreschi.

Sala del Collegio: si riunivano qui i veneziani più influenti che si occupavano di politica estera, marittima e cittadina. Qui potevano intervenire anche i rappresentanti dei vari quartieri (Sestieri) veneziani. Dopo l’incendio del XVI secolo, il progetto di restauro fu affidato a Palladio.

Sala del Senato: il Senato era l’ente che coordinava la politica internazionale ed economica. Solo le più importanti e potenti famiglie veneziane potevano entrare in questa sala.

Sala del Consiglio dei Dieci: era un corpo di supervisori istituito dopo una cospirazione portata avanti all’inizio del 1300. In questo consiglio partecipavano 10 membri del Senato, il Doge e 6 consiglieri. Le sentenze erano rapide e segrete. In tanti ritenevano addirittura che esistesse una speciale corte al servizio delle più influenti famiglie. Col tempo il Consiglio dei Dieci iniziò ad occuparsi praticamente di tutto: spionaggio, politica estera, difesa, religione, …

Sala della Bussola: è interamente dedicata alla giustizia. Uno splendido soffitto in oro di Paolo Veronese intratteneva coloro che erano stati convocati dalla Magistratura..

Armeria: 4 stanze, ora utilizzate come museo, ospitano più di 2.000 pezzi di munizioni e armi storiche utilizzate dalla Serenissima.

Gli itinerari segreti del Palazzo Ducale di Venezia

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Palazzo Ducale Segrete

LEGENDA

Itinerario Segreto ___

d) Cancelleria Superiore
e) Sala del Vice Reggente
f) Sala del Reggente
g) Camera delle Torture
h) Prima cella di Casanova
i) Seconda cella di Casanova
l) Piombi
m) Sala dell’Armeria

Alcune di queste stanze avevano un ruolo estremamente delicato per la vita di Venezia. In queste aree l’accesso ai visitatori è ammesso solo su prenotazione e con una guida qualificata. Il consiglio è di prenotare il biglietto su internet così da poter usufruire di più spazi rispetto ai normali visitatori.

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Le prigioni del Palazzo Ducale

Dalla corte al piano terra c’è una piccola scalinata che conduce nei Pozzi, le prigioni del Palazzo Ducale. Umide, piccole e terribili, con porte chiuse da spessi chiavistelli: l’unico accesso alla luce era nei piccoli fori fatti nelle spesse parete in pietra.

All’interno delle celle c’era una tavola in legno per dormire, una mensola per riporre le poche cose che un prigioniero poteva portare con sé e un piccolo contenitore da usare per i propri bisogni fisiologici.

Palazzo Ducale Sala delle Torture

Percorrendo queste piccole scale, puoi attraversale le stanze che ospitavano gli officiali con incarichi speciali, fino ad entrare nell’enorme Sala della Cancelleria Segreta, le cui pareti sono completamente ricoperti di mobilia che conserva atti pubblici e segreti della Repubblica di Venezia.

Passando attraverso la Sala del Reggente, si arriva alla Sale delle Torture, chiamata anche Sala dell’Agonia, collegata direttamente alle prigioni.

Camera delle Torture

Era il simbolo della severità della giustizia a Venezia. All’interno del Palazzo Ducale il metodo di “persuasione” più utilizzato era quello della corda: il prigioniaro veniva tirato in alto da una fune legato per la sua parte posteriore.

In questo modo venivano estorte numerose confessioni, a volte neanche veritiere. Il prigioniero confessava solo per far cessare il dolore. Le urla dei prigionieri servivano come dissuasori per gli altri, così da accelerarne le confessioni. Le torture vennero progressivamente abolite a partire dal 1600.

I “Piombi”

Sono il più famoso sistema di prigionia della Repubblica di Venezia e devono il loro nome alla loro posizione: si trovavano esattamente sotto il cielo a spiovente coperti da piastre di piombo.

Ecco quindi che d’estate le celle erano caldissime, mentre d’inverno erano gelide. Erano le camere di sicurezza in cui veniva reclusa l’aristrocrazia veneziana in attesa di giudizio. Sebbene fossero a prova di evasione, un prigioniero fu capace di scappare: il suo nome era Giacomo Casanova.

Palazzo Ducale Casanova

La leggenda della fuga di Casanova

Era il 1756 e Casanova venne imprigionato perché accusato di frode e libertinaggio. Il prigioniero fece un foro nel soffitto e, con l’aiuto di un amico, raggiunse il tetto ed entrò nel palazzo attraverso un abbaìno.

Raggiunse quindi la corte interna e, la cosa più clamorosa, fu visto da una guardia che, confuso per un visitatore che si era perso, gli aprì la porta e lo lasciò andare via.

Fu lo stesso Casanova che raccontò la sua rocambolesca fuga dal Palazzo Ducale nel suo libro: Storia della mia fuga dai Piombi.

Orari d’apertura

Dal 1 Aprile al 31 Ottobre
Da Domenica a Giovedì:  08:30 – 21.30
Venerdì e Sabato: 08:30 – 23.00

Dal 1 Novembre al 31 Marzo
08.30 – 19.00

Dove si trova

@Immagini di GetYourtGuides, Musei di Venezia, Mappe di palazzoducale.visitmuve.it

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